I POLLI ? A CAPANNE

 

PURTROPPO NELL’UMANITA’ C’E’ QUALCUNO CHE E’ UN PO’ PIU’ TARDO E N’CAPISCE AL VOLO MANCO COLLE BASTONATE.

 http://www.ansa.it/lazio/notizie/2016/02/08/percosse-a-disabili-minori-3-segregati_a092b567-395a-4b90-97d8-59cfa92c5249.html

E ALLORA COME SE FA ?

NEL FRATTEMPO PRESEMPIO,

A CAPANNE ONNO MISSO SU 4 POLLI

CHE ALMENO LI VENDONO ALLA CONAD

Pollo rurale arriva sulle tavole umbre | Avinews
http://www.avinews.it/2015/12/09/pollo-rurale-esce-dalla-sperimentazione-e-arriva-sulle-tavole-umbre/

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E I 4 “POLLI” DISGRAZIATI NOSTRALI E MARRUCCHINI

Carceri, crollano i detenuti: 400 in meno in tre anni. Capanne, da pollaio a istituto modello | Umbria24.it
http://www.umbria24.it/carceri-crollano-i-detenuti-400-in-meno-in-tre-anni-capanne-da-pollaio-a-istituto-modello/388160.html

CE PASSONO L’TEMPO AIUTATI DALLE COOP SOCIALI

E DA TUTTE LE STRUTTURE BUROCRATICHE LEGALSECURITARIE

DEL PARTITO MAOISTA UMBRO.

PAX ET BONUM

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2016/documents/papa-francesco_20160210_udienza-generale.html

Ogni 50 anni, «nel giorno dell’espiazione» (Lv 25,9), quando la misericordia del Signore veniva invocata su tutto il popolo, il suono del corno annunciava un grande evento di liberazione. Leggiamo infatti nel libro del Levitico: «Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia […] In quest’anno del giubileo ciascuno tornerà nella sua proprietà» (25,10.13). Secondo queste disposizioni, se qualcuno era stato costretto a vendere la sua terra o la sua casa, nel giubileo poteva rientrarne in possesso; e se qualcuno aveva contratto debiti e, impossibilitato a pagarli, fosse stato costretto a mettersi al servizio del creditore, poteva tornarsene libero alla sua famiglia e riavere tutte le proprietà.

Era una specie di “condono generale”, con cui si permetteva a tutti di tornare nella situazione originaria, con la cancellazione di ogni debito, la restituzione della terra, e la possibilità di godere di nuovo della libertà propria dei membri del popolo di Dio. Un popolo “santo”, dove prescrizioni come quella del giubileo servivano a combattere la povertà e la disuguaglianza, garantendo una vita dignitosa per tutti e un’equa distribuzione della terra su cui abitare e da cui trarre sostentamento. L’idea centrale è che la terra appartiene originariamente a Dio ed è stata affidata agli uomini (cfr Gen 1,28-29), e perciò nessuno può arrogarsene il possesso esclusivo, creando situazioni di disuguaglianza. Questo, oggi, possiamo pensarlo e ripensarlo; ognuno nel suo cuore pensi se ha troppe cose. Ma perché non lasciare a quelli che non hanno niente? Il dieci per cento, il cinquanta per cento… Io dico: che lo Spirito Santo ispiri ognuno di voi.

Con il giubileo, chi era diventato povero ritornava ad avere il necessario per vivere, e chi era diventato ricco restituiva al povero ciò che gli aveva preso. Il fine era una società basata sull’uguaglianza e la solidarietà, dove la libertà, la terra e il denaro ridiventassero un bene per tutti e non solo per alcuni, come accade adesso, se non sbaglio…

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