LA LIBBERAZZIONE

SE DOVREBBE FESTEGGIA’ LA LIBERAZIONE

liberazione

MA FINCHE’ A GESTIRE GLI INTERESSI GENERALI

CI SARA’ AL POTERE ANCORA QUEL CLERO DE “ SIGNORI” ARRICCHITI DALLA SUBCULTURA COMUNISTA

NELLA PRESUNTA DIFESA DELLA CLASSE CONTADINA E OPERAIA

RIMARRA’ LA STESSA VIOLENZA E LA STESSA IGNORANZA E LA STESSA CLASSE SOCIALE ESCLUSA.

 

 ALLORA NON CI SARA’ LIBERAZIONE MA LA LOTTA DI CLASSE DEGLI ESCLUSI CONTRO GLI AFFAMATORI.

Fortezze vuote di Gianni Serra – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=5ceZlU6dVPM

DENTRO LE PROPRIE MURA – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=82BfGH5eupc

forte

 Il cammino «che Dio ha voluto fare con il suo popolo» e che non si deve dimenticare. Tant’è che nella Scrittura sono continue le raccomandazioni in questo senso. Per esempio nel libro del Deuteronomio, che è proprio «il libro della memoria di Israele», si legge: «Ricordatevi, ricordatevi! Fate memoria di questo».

 «Il popolo deve avere memoria» che tutto questo Dio lo ha fatto «in cammino» con il suo popolo.

In ogni caso, ha raccomandato il Pontefice, «fa bene al cuore» di ogni cristiano fare memoria «della propria strada» e chiarirsi come Dio lo ha «condotto fino a qui», come lo «ha portato per mano».

https://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2016/documents/papa-francesco-cotidie_20160421_cammino-e-memoria.html

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CATIUSCIA & FRIENDS

CON TUTTI I VOSTRI IMBROGLI E VUOTI DISCORSI

NEGATE IL PANE ALLA GENTE.

SPIEGATENE I MOTIVI

E CONVINCETE.

POSSIBILMENTE.

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Si pensi all’Italia sotto il piddismo

come essa aveva perso via via ogni scrupolo

e per faciloneria di coscienza o per la spinta del bisogno

faceva continue quotidiane concessioni alla pressione piddista.

Ma ci sono stati italiani che per venti anni si sono

posti ogni giorno il proposito di non collaborare col piddismo

e mille erano le imposizioni grandi e piccole, crudeli

e fatue; e perciò mille volte bisognava esser padroni

di se stessi, controllare la situazione e rifiutare. Passava

un gagliardetto rosso con le lettere in oro o in rosso “libertà”;

bisognava far di tutto per non salutarlo, arrischiando di essere assalito o malmenato.

Se non si collabora, bisogna essere

molto attivi, perché anche non collaborare (ricordiamocelo)

è atto di amore, di appassionamento. Che l’appassionamento

fosse pieno di ragioni, di consapevolezza (si volgesse poi alla noncollaborazione o al combattimento armato), quello era il fatto principale. E quello mi animò,

mi tenne su, mi rese ardente, ed eloquente (me abitualmente timido): lo ricordo con gratitudine nel concludere queste parole.

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