ARCIPELAGO GULAG

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ARCIPELAGO GULAG
COME GLI AMICI DI FB SAPRANNO (ma segue pure la stasi RDT) IERI C’ERA UDIENZA PENALE PER QUEI REATI DEPENALIZZATI DI CUI GIÀ DETTO.
SICCOME CON CD AUDIO GLI HO FORNITO LE REGISTRAZIONI DEI MOMENTI SALIENTI DELLE SITUAZIONI CONTESTATE IL CASO NON HA PIÙ STORIA.

ALLORA LA PM FIGLIA DI STIRPE COMUNISTA
L’HA BUTTATA SULLA ORGANIZZAZIONE SEDIZIOSA MA SICCOME GLI IMPUTATI SONO SOLO 2 SARÀ DURA
METTERSI PER QUESTA STRADA.

NON CONTENTA CON DOMANDE TENDENZIOSE CERCAVA
DI FAR DIRE A QUELLO DELLA “ polizia nazifascista stalinista “
CHE NON ERO PERFETTAMENTE ORIENTATO
TANTO POI DA SUGGERIRE UNA PERIZIA PSICHIATRICA PER SCREDITARE IL QUADRO PROBATORIO.

L’AVVOCATO MIO D’UFFICIO HA RESPINTO L’INFAME ATTACCO MA AD ESSERE SINCERO NON ERO PRESENTE PERCHÉ COME SENTENZIATO DA UN CARABINIERE
“ L’AULA DEL TRIBUNALE È PARIFICATA A UN LUOGO SACRO “ ( niente crocefisso esposto )
E LA PRESENZA DI INFEDELI ( che sarei io )
CONTRASTA CON IL RITO COSTITUZIONALE DEL DIRITTO ALLA DIFESA ( che sarei io )
PERCIÒ A UNA MEZZA SMORFIA DEL GIUDICE MI SONO PIOMBATI ADDOSSO AMMANETTANDOMI IN 7 O 8 CARABINIERI ( e anche il testimone della accusa ex polizia provinciale oggi di stanza all’ufficio patenti della prefettura ).

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“ MA NON GLI FATE MALE “
IL PREMUROSO CONSIGLIO DELLA GIUDICE
HA AVUTO POCA UDIENZA TANTO DA RITROVARMI COME DA REFERTO MEDICO OTTENUTO DOPO EVASIONE DAGLI ARRESTI DOMICILIARI.

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NON SODDISFATTI ALLE 3 DI NOTTE 2 CARABINEROS CILENI SI SONO ATTACCATI AL CAMPANELLO DI CASA PRETENDENDO NON SO COSA MA AL PROPOSITO DI BUTTARGLI L’ACQUA ADDOSSO ( i pitali non si usano più)
SE NE SONO ANDATI.

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LA UDIENZA PER DIRETTISSIMA SULLA REGOLARITÀ DELLA FICCENNA È FISSATA DOMANI PERCHÉ NELLA CRISI DELLA GIUSTIZIA IL PERSONALE È POCO
E MESSO MALE DAL PARTITO
E LA SACRALITÀ DELLA GIUSTIZIA ( e del diritto )
S’È ANNATA A FARSI BENEDIRE.

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UN FORMALE ENCOMIO MI SENTO DI FORMULARE
A QUELL’UNICO 1 MARESCIALLO
( nell’intera caserma di via ruggia )
CHE CON LA SUA INTERMEDIAZIONE HA EVITATO
CHE MI GONFIASSERO COME UN TAMBURO
E ME SPEDISSERO A CAPANNE.

MA IL GIORNO DOPO CHE FAKE NEWS
AVREBBERO ARCONTATO ?

OVVIAMENTE È CHIARO CHE LA CACCIA AL DISSIDENTE
MICA FINISCE QUI

Udienza Generale del 5 aprile 2017: La Speranza cristiana – 17. Rendere ragione della speranza che è in noi (cfr 1Pt 3,8-17) | Francesco
https://w2.vatican.va/…/papa-francesco_20170405_udienza-gen…

2. Comprendiamo allora che di questa speranza non si deve tanto rendere ragione a livello teorico, a parole, ma soprattutto con la testimonianza della vita, e questo sia all’interno della comunità cristiana, sia al di fuori di essa. Se Cristo è vivo e abita in noi, nel nostro cuore, allora dobbiamo anche lasciare che si renda visibile, non nasconderlo, e che agisca in noi. Questo significa che il Signore Gesù deve diventare sempre di più il nostro modello: modello di vita e che noi dobbiamo imparare a comportarci come Lui si è comportato. Fare quello che faceva Gesù. La speranza che abita in noi, quindi, non può rimanere nascosta dentro di noi, nel nostro cuore: ma, sarebbe una speranza debole, che non ha il coraggio di uscire fuori e farsi vedere; ma la nostra speranza, come traspare dal Salmo 33 citato da Pietro, deve necessariamente sprigionarsi al di fuori, prendendo la forma squisita e inconfondibile della dolcezza, del rispetto, della benevolenza verso il prossimo, arrivando addirittura a perdonare chi ci fa del male. Una persona che non ha speranza non riesce a perdonare, non riesce a dare la consolazione del perdono e ad avere la consolazione di perdonare. Sì, perché così ha fatto Gesù, e così continua a fare attraverso coloro che gli fanno spazio nel loro cuore e nella loro vita, nella consapevolezza che il male non lo si vince con il male, ma con l’umiltà, la misericordia e la mitezza. I mafiosi pensano che il male si può vincere con il male, e così fanno la vendetta e fanno tante cose che noi tutti sappiamo. Ma non conoscono cosa sia umiltà, misericordia e mitezza. E perché?

PERCHÉ I MAFIOSI NON HANNO SPERANZA.
PENSATE A QUESTO.14

Cari amici, comprendiamo anche perché l’Apostolo Pietro ci chiama «beati», quando dovessimo soffrire per la giustizia (cfr v. 13). Non è solo per una ragione morale o ascetica, ma è perché ogni volta che noi prendiamo la parte degli ultimi e degli emarginati o che non rispondiamo al male col male, ma perdonando, senza vendetta, perdonando e benedicendo, ogni volta che facciamo questo noi risplendiamo come segni vivi e luminosi di speranza, diventando così strumento di consolazione e di pace, secondo il cuore di Dio. E così andiamo avanti con la dolcezza, la mitezza, l’essere amabili e facendo del bene anche a quelli che non ci vogliono bene, o ci fanno del male.

AVANTI!

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2 thoughts on “ARCIPELAGO GULAG

    1. pis&lo,pis&lo ma pure
      io sono mio e mi gestisco da solo

      STEFANO ROSSO “…e allora senti cosa fò” – YouTube

      Cielo grigio cielo blu
      ma intanto tu dove sei tu?
      e se va avanti cosi’ io m’ammazzo giovedi’

      Tutto il giorno sto cosi’ pensando a quando tornerai
      la speranza e’ sempre li’ e tu chissa’ dove sarai

      E mentre un uomo prega tu invece chissa’ dove stai
      ma a te che te ne frega di tutto il male che mi fai

      E allora senti cosa fo’ soddisfazione non ti do’
      divento qualunquista anarchico o radicale
      e quand’e’ carnevale il travestito fo’

      Si vabbe’ dicevi tu l’indipendenza ma ce l’hai
      non ricordo quasi piu’ da due mesi dove stai?
      Compro il pane e torno su e io qui davanti alla TV
      compro il pane e torno su ma non sei tornata piu’

      E mentre un uomo prega tu intanto dimmi con chi stai
      ma a te che te ne frega di tutto il male che mi fai

      E allora senti cosa fo’ soddisfazione non ti do’
      divento femminista mi vesto trasandato
      e quando al mare vado a culo nudo sto

      Cielo grigio cielo blu ma intanto tu dove sei tu?
      e se va avanti cosi’ io m’ammazzo lunedi’
      porca zozza ma lo sai qui il vicinato cosa fa’?
      quando passo ride e fa’: c’ha le corna quello la’
      E tu … tu brutta strega a quanti uomini ti dai?
      tua madre invece nega non pensa al male che mi fai

      E allora senti cosa fo’ soddisfazione non ti do’
      divento liberale non pago piu’ le tasse
      e giuro mi cascasse se dopo non lo fo’

      Non siamo piu’ bambini e e’ quello che ci frega
      e mentre c’e’ chi prega c’e’ chi fuma al bar

      (Parlato)
      Si va be’ … mo che faccio?
      Sposete sposete che quella
      te fa’ da magna’ te lava li panni
      quella ‘n se lava manco li piedi lei …
      Quasi quasi chiamo Daniela!…
      Va be’ pure quest’artra … bona quella!…
      “E’ mia e me la gestisco da me!”
      Meno male che c’e’ la sessoautonomia
      che e’ come i Blue Jeans … non passa mai de moda

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