LA SACRA RUOTA

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IN ESCLUSIVA PER I TELEASPETTATORI
LE TRASCRIZIONI DELL’UDIENZA NELLA QUALE
SI È CONSUMATO L’ARRESTO DI GIANLUCA VALLI FRATELLO DI GIANALBERTO VALLI E GIANANTONIO VALLI.

NA STRAGE !!!
DE GIUSTIZIA !!!

 

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P.M. – Lei conosce il signor GIANUGO VALLI e il signor X ? I signori che peraltro sono presenti oggi in aula?
DICH. S – Il signor GIANUGO VALLI sì, il signor X no.
P.M. – Non lo conosce. Senta noi ci riferiamo… ecco il signor GIANUGO VALLI lo conosce se sì per quale ragione, per quale motivazione.
DICH. S – Perché in data 2 aprile 2013 su segnalazione del personale del centro per l’impiego è stato richiesto l’intervento del personale della polizia provinciale in quanto c’era un soggetto che creava disturbo, comunque creava disagio all’interno dell’ufficio, inizialmente è intervenuta una pattuglia del comprensorio di Ponte San Giovanni che dopo un’oretta ha chiesto l’intervento dell’ufficio…
AVV. – Chiedo scusa, ma lui era presente ai fatti il 2 aprile?
P.M. – Sì.
AVV. – Perché non lo capivo dai documenti, grazie.
P.M. – C’è la CNR abbiamo e l’annotazione. Poi in un secondo momento.
DICH. S – Inizialmente è intervenuta una pattuglia del comprensorio di Ponte San Giovanni, poi dopo circa un’oretta ha chiesto l’intervento diretto nostro dell’ufficio di PG
perché non riuscivano a venire a capo della situazione. Quando siamo arrivati praticamente abbiamo trovato il signor GIANUGO VALLI che era in stato molto di agitazione e ce l’aveva con il personale dell’ufficio del centro per l’impiego, perché secondo lui era parziale e non faceva il lavoro come andava fatto, insomma aveva delle rimostranze da rivolgere…
G. – Lei ha udito personalmente?
DICH. S – Sì, sì, ho udito. Ha accusato di parzialità il personale, di favorire gli amici e i parenti a danno dell’utenza, di non fare il lavoro come andava fatto. Abbiamo cercato di instaurare un dialogo per capire il motivo delle accuse, però non c’è stato assolutamente modo di capire il perché dell’atteggiamento. Questa cosa è andata avanti parecchio, anzi inizialmente si è anche alterato per il nostro intervento perché ci ha accusato di polizia nazifascista e stalinista…
G. – No, no, assolutamente, questi gesti no!
INTERVENTO -…(Parole non comprensibili, voce fuori microfono)…
G. – Lei sta commettendo un’altra volta il reato in questo momento in udienza!
INTERVENTO –…(Parole non comprensibili, voce fuori microfono)…
DICH. S – Ha preso il nostro intervento come un modo per favorire il personale. Ha cercato di coinvolgere in questo atteggiamento l’utenza presente, circa una decina di
persone, non ha mai lasciato il posto vicino al tavolo di dove venivano ricevute le persone, quando dopo un po’ ha visto che non c’aveva…(parola incomprensibile)… perché anche la gente che era presente si stava innervosendo, stancando, qualcuno si è allontanato, a quel punto siamo riusciti a venire fuori, è venuto fuori dall’ufficio. A quel punto abbiamo cessato l’intervento, lo abbiamo informato comunque che avremmo denunciato per interruzione di pubblico servizio.
P.M. – Lei è intervenuto, pare che ci siano stati, anche questo per rispondere alla domanda tra virgolette rispondo io, però lo chiedo a lei, vi furono più interventi quella mattinata,
lei esattamente quando intervenne? Se riesce a ricordare!
DICH. S – Io sono intervenuto verso, allora il primo intervento credo poco prima delle dieci l’ha fatto la pattuglia di Ponte San Giovanni, io sono arrivato dopo un’ora perché mi hanno chiamato che non riuscivano a gestire la cosa. Dovrebbe essere finito tutto verso mezzogiorno e qualcosa.
P.M. – Quindi il secondo intervento diciamo quindi hanno partecipato esclusivamente gli altri suoi colleghi?
DICH. S – Il primo intervento c’era l’agente P.
P.M. – Che sono qui fuori.
DICH. S – Sì.
P.M. – E poi?
DICH. S – Il maresciallo B però che non c’è, c’è solo P.
P.M. – Dalla fraseologia diciamo adoperata da questo signore era una fraseologia ancorché alterata, però comunque inseribile in un contesto logico, in un contesto intellegibile, comprensibile per quello che voi è parso…
DICH. S– No, no, no!
P.M. – Oppure lo stato di agitazione era tale, non so se mi sono… è abituato a gestire con le persone.
DICH. S – Era assolutamente finalizzato a… cioè c’era un motivo, lui agiva in questo modo perché per quello che ho percepito io ce l’aveva con il personale del centro impiego
perché secondo lui non faceva le cose giuste e favoriva i parenti, gli amici a discapito di altri, lui aveva un atto da depositare che non si riusciva bene a capire il perché non sapeva se lo voleva depositare o loro non l’accettavano.
P.M. – Ma vi è apparso comunque confuso questo signore? Avete avuto comunque dei momenti di perplessità anche sulle sue condizioni?
DICH. S – No, confuso no, alterato molto sì, confuso no.
P.M. – Alterato ma non confuso.
DICH. S – No.
P.M. – Ho capito. Senta quindi poi lei fu chiamato a sussidio dai suoi colleghi…
DICH. S – Sì.
P.M. – In occasione del secondo intervento.
DICH. S – Sì.
P.M. – C’era dell’utenza?
DICH. S – Sì, circa dieci persone.
P.M. – Circa dieci persone. Hanno potuto queste persone diciamo quindi chiedere le informazioni.
DICH. S – No.
P.M. – Espletare quello che comunque dovevano fare quella mattinata o non c’è stata la possibilità?
DICH. S – No, perché qualcuno era intimidito e si è allontanato, altri erano infastiditi e hanno aspettato, perché il signor GIANUGO VALLI è stato sempre in prossimità del tavolo dove veniva ricevuto il pubblico, quindi è stato fisicamente impossibilitato dall’avvicinarsi e chiedere informazioni.
P.M. – Alla fine siete riusciti a capire che cosa voleva consegnare materialmente?
DICH. S – No.
P.M. – Cioè ha capito il discorso che io le facevo? Comunque al di là dell’alterco, dell’altercare che c’era in quel mentre era possibile imbastire un discorso che avesse una logica con questo signore?
G. – Avvocato, io chiedo anche la sua collaborazione.
DICH. S – No, purtroppo al di là delle accuse…
G. – Alla prossima lei viene mandato fuori dall’aula. No, non è la terza questa!
DICH. S – Al di là delle accuse verso…
G. – Un attimo solo, così consentiamo eventualmente, perché se non si calma verrà allontanato dall’aula.
DICH. S– Al dì là delle accuse verso il personale non ha specificatamente indicato io sono qui per questo motivo, ho questi atti da consegnare, non li vogliono prendere oppure
non vanno bene, oppure non…
P.M. – Quindi c’era una logicità intelligibile nel suo dire mi sembra di avere capito, un percorso unitario.
DICH. S – Onestamente non…(parole non chiare, voci sovrapposte)…
AVV. – Scusi signor Giudice, non capisco.
P.M. – Io devo saggiare per una richiesta che eventualmente farò.
AVV. – Posso fare una osservazione? Poi come sempre mi mandato a quel paese, non è un problema, il fatto che il tenente capisca o non capisca l’istanza che presenta il signor GIANUGO VALLI all’ufficio, visto che l’ufficio la domanda l’aveva capita non capisco a che serve in questo momento.
P.M. – Glielo dico io, per un eventuale richiesta di perizia.
AVV. – Allora a questo punto…
INTERVENTO -…(Parole non comprensibili, voce fuori microfono)…
G. – Io vi chiedo cortesemente di allontanare l’imputato dall’aula. Diamo atto a verbale che l’imputato viene allontanato dall’aula per un sereno svolgimento dell’udienza che viene impedito dai suoi continui interventi nel corso dell’escussione dei testi.
INTERVENTO – Questa è violenza, questa è violenza!
G. – Se si calma la facciamo rientrare.
INTERVENTO – Qui si sta usando violenza! Stanno usando violenza….(Parole non comprensibili, voce fuori microfono)…

G. – Senza farvi male.

( LA FRASE ORIGINALE E’ “senza fargli male “ )

AVV. – Io mi scuso, ma non è possibile per me.
ARRESTO DELL’IMPUTATO. VEDASI ALLEGATI PRECEDENTI
G. – Purtroppo non era possibile continuare così l’udienza.
P.M. – Se può rispondere quindi, abbiamo partecipato adesso a un comportamento diciamo particolare, quindi che non è una semplice espressione di una idea, manifestazione ancorché diciamo chieda fervorosa di una idea, ma mi sembra di vedere
che ci sia un qualche cosa in più, quindi il contegno tenuto era similare? Nel senso che era possibile instaurare un colloquio logico?
DICH. – Diciamo che noi proprio per evitare di arrivare a questo livello abbiamo cercato di imbastire, di tenere un profilo bassissimo e cercare di capire, cioè di farlo parlare…
P.M. – Un profilo bassissimo per riuscire a… certo.
DICH. –…per cercare di capire anche le esigenze o le necessità. Abbiamo assolutamente evitato, però poi fortunatamente proprio perché non ha trovato interlocutori…
P.M. – Avete cercato di distendere…
DICH. S – Esatto.
P.M. – Gli animi, visto che comunque si profilava, si stagliava una figura molto particolare.
DICH. S – Diciamo che fino ad un certo punto l’atteggiamento possiamo dire che era abbastanza…
P.M. – Ho capito. A questo punto ha altri ricordi, memorie, quindi era presente la dottoressa S quel giorno? La signora che abbiamo sentito M, la signora bionda che
abbiamo testé sentito era presente quel giorno? Quello che lei ricorda!
DICH. S – Mi ricordo di avere sentito dei testi proprio in occasione di quell’episodio, tra l’altro ho sentito anche la signora S, la signora M e altro personale, ma non ricordo se la signora S, la signora M li ho sentiti per quell’episodio.
P.M. – Sì, sì, risulterebbe, glielo ho chiesto questo per dare anche una cornice…
DICH. S – Onestamente non me lo ricordo!
P.M. -…delle persone presenti.
DICH. S – Però c’era anche qualche un altro sicuramente che ho sentito.
P.M. – Quindi avete cercato di tenere come dicevamo per distendere gli animi vista l’impossibilità di un colloquio.
DICH. S– Lo ha rifiutato, nel senso che ha cercato in tutti i modi di non farlo.
P.M. – Sotto profili ancorché proprio logici in senso stretto come abbiamo assistito adesso.
DICH. S – Sì.
P.M. – Io la ringrazio tenente non ho altre domande.

L’ANORESSICO PM VYŠINSKIJ DA VETERO COMUNISTA STALINISTA CONSUMATO RASCHIA IL FONDO DEL BARILE PER SQUALIFICARE L’INTERLOCUTORE
E IL GIUDICE TERZO LA LASCIA FARE.
E L’AVVOCATO DIFENSORE PURE.

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LA BANALITA’ DEL MALE.

I COMUNISTI N’C’E’ STA N’ C…. DA FA,
ARMANGONO SEMPRE COMUNISTI

« Il diritto è un insieme di regole della condotta umana stabilite dal potere statuale in quanto potere della classe che domina la società, nonché delle consuetudini e delle regole di convivenza sanzionate dal potere statuale e attuate coercitivamente con l’ausilio dell’apparato statuale al fine di tutelare, consolidare e sviluppare i rapporti e l’ordinamento vantaggiosi e favorevoli alla classe dominante. »

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