REPLICA ” FASCINOROSA “

REPLICA DA PUBBLICARE SU perugiatoday ALL’ARTICOLO NEL QUALE SI ADDITAVANO “ FASCINOROSI”
ARRESTATI IN UDIENZA DI TRIBUNALE
COME CAUSA DEL DEGRADO DEI CENTRI PER L’IMPIEGO PERUGINI
http://www.perugiatoday.it/…/perugia-servizi-per-l-impiego-…

FOTO DEI FEEDBACK RICHIESTO DAI CPI MARCHICIANI
CHE I COMUNISTI DE PERUGIA SE LI SOGNANOMarche20170510130133

 

La rottamazione renziana delle inefficienze degli organi dello stato si è miseramente arenata nel referendum ma ancor prima l’impeto riformatore si era scontrato con le esigenze di mantenimento dei livelli occupazionali.
In Umbria gli autoferrotranvieri hanno visto ridurre le corse ma senza licenziamenti, le comunità montane hanno ridotto gli appalti ma senza licenziamenti, nella gestione dei rifiuti è successo di tutto ma senza licenziamenti, le province sono state disciolte ma senza licenziamenti, sgonfiata ma senza licenziamenti la polizia provinciale dotata di reparti alpini, equestri, lacuali che a suo tempo furono anche messi a presidiare, unico esempio in Italia, il centro per l’impiego dalle presunte intemperanze dei lavoratori in cerca di lavoro.
Quindi a fronte del ipotizzato efficientamento nessuno ha perso la pagnotta per sfamare la famiglia.

Particolare è il caso dei centri per l’impiego dove la riforma del jobs act ha dato un orizzonte europeo ma con gambe azzoppate per la mancanza di strumenti adeguati dai quali i primi a essere penalizzati sono stati gli utenti, non gli erogatori dei servizi. Invece questi quello che lamentano è la mancanza di prospettiva lavorativa ma i primi a tacere sulla mancanza di prospettiva fornita da loro all’utenza sono stati proprio i militanti politici inseriti nei centri per l’impiego quando per la buona regola di amministrazione già si dovrebbe avere la trasparenza negli atti e conoscere tramite open data i servizi prodotti nonché quanti sono i tesserati e i simpatizzanti votanti alle primarie inseriti in organico.
Tuttavia a fronte di innumerevoli pratiche burocratiche che non portano a nulla perchè scatole vuote per le mancati normative attuative nazionali e regionali, non hanno mai esitato a imporre inutili e dispotiche procedure che aumentavano solo le statistiche della loro produttività.

Hanno taciuto sugli esiti della garanzia giovani, sugli esiti della garanzia adulti, sugli esiti occupazionali della miriade di corsi di formazione, sulle carenze organizzative informatiche fino ad arrivare a prospettarsi solo come fenomeni autoreferenziali però infiltrati dai vari tesserati di partito o al massimo dalla stessa parte del baraccone superato dalla civiltà tecnologia. Usi obbedir tacendo e adesso dovrebbero tacendo morir.
E mai sono stati in grado di difendere o emozionarsi empaticamente con la moltitudine di lavoratori vessati dalle più impensabili forme di sfruttamento contrattuale. Con gli abusi dei contratti padronali ci sarebbe stato anche bisogno di più tutele sindacali che invece sono riservate solo alla difesa dei privilegi dei compagni di merende di sempre. Dicono dicono ma poi sono sempre dalla stessa parte.

7 prestazioni annotate per un patto di servizio che impegna il lavoratore al nulla sapendo che non verrà mai chiamato né interpellato dal centro per l’impiego, con strumenti informatici che non riescono neanche ad annotare che si conoscono sistemi operativi oltre windows xp e con segreta borbonica efficienza mettono timbri e autorizzazioni anche sulle certificazioni pubbliche, se e quando vengono accettate.

centri-per-limpiego-protesta-sindacati-perugia-0001

Non si dimentichi che è dal tempo precedente la tragedia del broletto in cui 3 persone perderono la vita per doversi scontrare fra di loro nell’applicazione di insensate direttive di partito, che era già mancante quella solidarietà umana che adesso si invoca con picnic sindacali davanti alle sedi di partito di governo e addirittura per un tozzo di pane sono disposti anche a passare sopra alla decenza di tacere sugli appalti delle cooperative di pulizie e sull’arresto causato dalle successive complicazioni della loro denuncia contro alcuni disoccupati per una presunta interruzione del pubblico servizio erogato dal centro per l’impiego di Perugia.
In sostanza solo brama di lavoro senza il sudore della fronte e senza responsabilità verso terzi. E i selfie su facebook dall’ufficio degli operatori dei centri per l’impiego ne sono la prova.

11096433_907464659315836_5815851566351824945_n

E ovviamente rimane tutto a livello di narrazione e a chi le spara più grosse per ingraziarsi il competente ministero con la stessa casacca politica, se è inesistente una sensata strutturazione dell’organigramma a livello nazionale che determini procedure standardizzate per livelli di servizi forniti. Però è l’esubero funzionale che è stato già foriero di attentati ai responsabili politici di promesse più o meno mantenute quando uno stesso compagno degli odierni precari che dovette fare spazio alla nuova infornata di precari più fedeli alla linea , attentò all’incolumità e all’onore dell’allora presidente della provincia perugina.

Quindi sempre esiti di lotte intestine fra fazioni che pretendono con la propaganda di far ricadere sull’utenza il costo della loro inutilità attuale tenendo presente però che dei militanti politici di un partito con ambizioni maggioritarie totalitarie, in posti chiave per la adveniente profilazione lavorativa, che corrisponde a tutto e a niente e questo è il pericolo, significa vedere escluse per i più astrusi motivi, generazioni di resistenti al renzismo neoliberista globalista pataccone.
E questo non può darsi.

cgil20170510082535

Annunci