LA TERRA AL POPOLO

rivoluzione620

A 100 ANNI DALLA PRESA DEL POTERE DEI COMUNISTI BOSCEVICHI IN RUSSIA
E A UN ANNO DAL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA
SIAMO ANCORA IN ALTO MARE
Nasce la Banca delle terre agricole, i terreni disponibili in Umbria – Tuttoggi
http://tuttoggi.info/nasce-la-banca-delle-terre-agricole…/…/

TERRAE

MOLTO LONTANO DA QUALCOSA CHE SOMIGLI AL DARE LE TERRE INCOLTE PUBBLICHE AI DISOCCUPATI
CHE CON IL PROPRIO LAVORO CE MAGNEREBBERO
E SE FOSSE VERITA’
CHE CON IL LAVORO S’ACQUISISSE DIGNITA’
ALLORA CIAVREBBERO ANCHE MAGGIOR DIGNITA’.

MA CHI GLIELA DA’ STA DIGNITA’ ?

LA CATIUSCIA, LA FERNANDA, FABBIETTO NOSTRO ?

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PER DARE QUALCOSA BISOGNA AVERLO
NELLA DISPONIBILITA’.
banco della terra | Assemblea Legislativa – Regione Umbria
http://www.consiglio.regione.umbria.it/…/…/banco-della-terra

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Guai ai contadini: Caicocci dalla custodia sociale alla repressione
http://www.zeroviolenza.it/…/25-novembre-gi…/item/index.php…

scriveva il tribunale nella sentenza (aprile 2016). Vae victis, potrebbe dire qualcuno: guai ai vinti.

Era proprio nel corso di quella “valutazione della fondatezza del reclamo” che prendeva forma il grande ribaltamento. Il Comitato che si era opposto alla privatizzazione risultava paradossalmente pervaso d’“animus spoliandi”; i tre custodianti (più un “autore morale”, il mittente di una mail alla Regione per chiedere un incontro!) comparivano nelle carte processuali con le spaventose fattezze di “spoliatores”. Non si poteva fare a meno di immaginarli galoppare per vie polverose, il fazzoletto calato sul viso; e poi vederli fare irruzione nel saloon di Caicocci terrorizzando i ragni che, fin lì soli e indisturbati, stavano tessendo la propria tela.

Le motivazioni politiche e oggettive della custodia erano indifferenti:

“per l’ordinamento è del tutto equivalente se lo spoglio è stato voluto per procurarsi un vantaggio economico o per danneggiare il possessore o per beneficiare un terzo o un’intera comunità o per dimostrare la propria abilità o il proprio sprezzo della legge, ecc.”

… quelle soggettive diventavano quasi un’aggravante…

“deve osservarsi che un vantaggio personale per i reclamati vi era, atteso che essi hanno tratto dallo spoglio l’utilità di abitare il fabbricato e di coltivare i terreni occupati […] e che hanno espressamente dichiarato […] di essere disoccupati e di avere agito per realizzare quel progetto (che la regione si era rifiutata di accogliere e financo di ascoltare) di utilizzo della tenuta per garantire il sostentamento di famiglie in difficoltà economica”

… e la sordità della Regione diventava punto d’orgoglio istituzionale.

Se sulle spese processuali il giudice aveva deciso “sulla base dei principi della soccombenza virtuale”, le conseguenze per i tre compagni e la compagna identificati erano terribilmente reali:

“siamo stati condannati al pagamento delle spese legali dell’intero procedimento, che ammontano a 460 euro per le spese di cancelleria e 7350 euro per compenso professionale degli avvocati regionali (che però non lavorano a parcella ma sono stipendiati come dipendenti della Regione!), oltre accessori di legge.”

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2 thoughts on “LA TERRA AL POPOLO

  1. siamo proprio certi che il bobbolo la voglia, la terra? E poi chi è che controlla se la terra data viene lavorata? Allora per favorire coloro che veramente hanno voglia di lavorare, i comuni, accertato che un appezzamento di terreno è incolto e non è recintato possono assegnarlo per un anno a chi ne ha fatta preventiva richiesta. Al limite anche il taglio del fieno è meglio del niente. Certo sarebbe bello per noi consumatori incrociarsi nelle escursioni domenicali con lavoratori con la falce in mano intenti a falciare come si faceva cento anni orsono, perché oggi senza i moderni e costosi mezzi meccanici non credo si possa mettersi a fare i contadini e le terre resteranno incolte.
    Magari affittarle ad 1 euro l’anno a cooperative di agricoltori?

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    1. a Frà tutto quello che vuoi ma nun glie parlà de cooperative che quà subito ce fanno mafia capitale. daglie la terra in possesso per un tempo a chi la chiede e poi se la vedrà lui . però quando c’era lui almeno qualcosa a mezzadria te la dava. mo’ manco quello

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